Criteri base per capire se il percorso terapeutico, di qualsiasi orientamento, può funzionare

percorso

Ho deciso di scrivere questo articolo perché generalmente nei blog di psicologia si parla sempre, come è giusto che sia, di difficoltà, disturbi e patologie psichiche,ma mai di come un paziente può riuscire a capire se la terapia sta procedendo nel modo giusto, così ecco ho deciso di farlo io.

Premesso che dovrebbe essere lo psicoterapeuta per correttezza e professionalità, periodicamente a valutare e poi restituire al paziente le informazioni su come sta procedendo il percorso che si sta facendo, quando questo non avviene, è utile avere conoscenza dei criteri per valutare quando può considerarsi positiva una psicoterapia.

Prima di tutto occorre individuare quali sono gli elementi essenziali che rendono fattibile una psicoterapia: la riuscita della comunicazione, le motivazioni del paziente ed il rapporto che si crea.

Se non vi è un’adeguata comunicazione, il colloquio e le interazioni sono impossibili. If il paziente non è motivato a considerare autonomamente la propria sofferenza come qualcosa di cui liberarsi ma è costretto da altri ad una terapia di cui non condivide il fine, molto spesso non si ottiene nulla, a meno che non si crei da subito una forte empatia.

Se il rapporto fra terapeuta-paziente non si crea, (basta che anche solo una delle due parti manchi di determinazione o non riesca a comunicare adeguatamente) che con tutta evidenzia nascerà un rapporto pessimo e perseverare nella la terapia non avrebbe alcun senso.

Given that it should be the psychotherapist for fairness and professionalism, periodically to evaluate and then return to the patient the information on how the path you are taking is proceeding, when this is not happening, it is useful to have knowledge of the criteria to evaluate when a psychotherapy.

First of all it is necessary to identify the essential elements that make psychotherapy feasible: the success of communication, the patient’s motivations and the relationship that is created. If there is no proper communication, the interview and interactions are impossible.

Se the patient is not motivated to independently consider his own suffering as something to get rid of but is forced by others to a therapy which he does not share the aim of, very often nothing is achieved, unless a strong empathy is immediately created. .

If the relationship between therapist-patient is not created, (it is sufficient that even one of the two parties lacks determination or fails to communicate adequately) that with all it highlights a very bad relationship and persevering in the therapy would make no sense.

Meno determinante è il quadro clinico in atto, cioè la motivazione per cui si decide di andare dal terapeuta, sia esso psichico o psicosomatico e qualunque sia la sua gravità.

Meno determinante è Occorre sapere come situazioni che si presentano complesse possono essere risolte brillantemente anche in tempi brevi, mentre per altre più sfumate e all’apparenza di più semplice risoluzione, può essere necessario un maggior lavoro; nella mia esperienza, dopo quasi 20 di lavoro posso dire che mi è successo molte volte di risolvere in poche sedute casi ritenuti “disperati” dagli stessi pazienti.

Inoltre per ciò che riguarda le tecniche psicoterapiche, se il terapeuta adotta una modalità meccanica ed intellettuale come a seguire riga per riga le pagine dei libri di testo studiati, ecco la terapia non serve a nulla, ciò che funziona è la capacità di valutazione, applicazione e impostazione da parte del terapeuta del percorso con il paziente, se è necessario anche attraverso l’uso di diverse tecniche ed orientamenti psicoterapici, diversi e/o integrati; ad esempio la scuola di specializzazione che ho frequentato aveva un’impostazione sistemica relazionale ed ipnotica, ma i nostri magnifici e lungimiranti insegnanti integravano a questo indirizzo approfondimenti di orientamenti cognitivo-comportamentale, di PNL (programmazione neurolinguistica), tecniche di rilassamento, strumenti ed esercizi applicabili ed altro che ho approfondito negli anni in seminari e formazioni varie.

Inoltre il terapeuta deve essere flessibile, avere fantasia ed inventiva, per poter dare sempre un tocco personale alla terapia, molte volte occorre introdurre qualcosa che non si ritrova sui testi. Altro punto, non è sempre necessario rivangare il passato, perché a volte è una inconcludente ricerca filosofica che invece di risolvere conferma e giustifica la problematica causando una cronicizzazione, quindi non è importante conoscere le cause della sofferenza ma è essenziale trovare la soluzione!

Altre volte invece è bene ritornare al passato ed interiorizzando che il passato non si può cambiare, occorre riconsiderarlo ed elaborarlo in modo da avere una nuova visione di questo passato, una visione che non fa più male. Indubbiamente questa

It is necessary to know how complex situations can be resolved brilliantly even in a short time, while for others that are more nuanced and apparently of simpler resolution, more work may be required; in my experience, after almost 20 days of work I can say that it has happened to me many times to resolve cases considered “desperate” by the patients themselves in a few sessions.

Furthermore, as regards psychotherapeutic techniques, if the therapist adopts a mechanical and intellectual modality as to follow line by line the pages of the textbooks studied, here the therapy is useless, what works is the ability to evaluate, apply and setting by the therapist of the path with the patient.

if it is necessary also through the use of different psychotherapeutic techniques and orientations, different and / or integrated; for example, the postgraduate school I attended had a relational and hypnotic systemic approach, but our magnificent and far-sighted teachers integrated this address with insights into cognitive-behavioral orientations, NLP (neurolinguistic programming), relaxation techniques, tools and exercises applicable and more that I have studied in depth over the years in various seminars and trainings.

Furthermore, the therapist must be flexible, have imagination and inventiveness, in order to always give a personal touch to the therapy, many times it is necessary to introduce something that is not found in the texts.

Another point, it is not always necessary to bring up the past because sometimes it is an inconclusive philosophical research which, instead of solving, confirms and justifies the problem causing a chronicization, so it is not important to know the causes of suffering but it is essential to find the solution!

Other times, however, it is good to return to the past and internalizing that the past cannot be changed, it is necessary to reconsider and process it in order to have a new vision of this past, a vision that no longer hurts. Undoubtedly this it must be reconsidered and processed in order to have a new vision of this past, a vision that no longer hurts.

Indubitably this it must be reconsidered and processed in order to have a new vision of this past, a vision that no longer hurts.

Undoubtedly thisvalutazione su come agire la fa il terapeuta ma il paziente, nell’arco del percorso dopo diverse sedute, si può rendere conto se l’insistere sul passato sta portando a qualcosa o a nulla o ancora peggio ad un rinforzo del problema. Io dico sempre ai miei pazienti che il nostro rapporto deve essere onesto, aperto e di reciproca fiducia perché si sta lavorando insieme per un obiettivo comune, quindi consiglio quando ci fossero dubbi sul percorso o curiosità di chiedere chiarimenti al terapeuta che sarà tenuto a rispondere onestamente.

I always tell my patients that our relationship must be honest, open and one of mutual trust because we are working together for a common goal, so I recommend when there are doubts about the path or curiosity to ask for clarification from the therapist who will be required to answer honestly .

Il paziente dev’essere aiutato stimolandolo per ciò che è e può essere realmente, al di là di ciò che fa e del suo comportamento, per le sue possibilità inespresse o bloccate.

Il paziente o i pazienti non devono mai essere o sentirsi giudicati, lo fanno anche troppo da soli e negativamente. Deve essere ben distinto l’errore dell’errante incolpevole, quindi il paziente va guidato a scoprire ed usare le proprie risorse native, esse siano sconosciute o dimenticate, quelle che non crede più di avere, aiutato a ritrovarle, in modo tale che evolvendo acquisisce gli strumenti di comprensione e diventa autonomamente consapevole dell’origine di propri mali e capace nella vita di tutti i giorni di elaborarli anche terminato il percorso.

The patient must be helped by stimulating him for what he really is and can be, beyond what he does and his behavior, for his unexpressed or blocked possibilities. The patient or patients must never be or feel judged, they do it too much alone and negatively.

The error of the innocent wanderer must be clearly distinguished, therefore the patient must be guided to discover and use his own native resources, whether they are unknown or forgotten, those he no longer believes he has, helped to find them, in such a way that by evolving he acquires the tools of understanding and becomes autonomously aware of the origin of his own ills and able in everyday life to elaborate them even after the path.

Spero che questo articolo possa aiutare le persone che stanno o sono in procinto di iniziare un percorso a capire meglio se ci sono i giusti presupposti per ottenere dei risultati.

Lascia un commento