Ipnosi regressiva

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In questo articolo non mi dilungherò con i dettagli tecnici di cosa è l’ipnosi e i suoi meccanismi, perché li ho già largamente esposti nella pagina “chi sono-ipnosi” del mio sito, ma incentrerò maggiormente l’attenzione sull’ipnosi regressiva ed il perché viene utilizzata. Di base serve per: tornare alle origini, alla personalità iniziale, prima delle influenze ambientali, per cercare risposte, si sciolgono blocchi emotivi, si rielaborano i vissuti negativi. Con l’ipnosi regressiva è possibile far tornare la mente indietro nel tempo con i ricordi, anche oltre la prima infanzia, fino all’ambiente intrauterino. La persona, aiutata dal terapeuta, torna indietro ad un tempo indicato dall’ipnotista o ad un tempo imprecisato che dipende da dove la mente lo conduce, recuperando e rielaborando quelli che sono gli eventi vissuti dal paziente, causa dei disagi psichici odierni. Molti di questi ricordi all’epoca dei fatti furono rimossi; la rimozione è un meccanismo di difesa, una strategia che il nostro inconscio adotta per nascondere episodi che avrebbero creato ulteriore danno se non “sepolti” in questo modo nell’inconscio. Con l’ipnosi regressiva ci si mette in contatto con la parte inconscia di noi, viene riportato a galla materiale rimosso che va rielaborato per produrre un cambiamento positivo nella persona.. Nonostante il fascino che questo argomento comporta, non ci sono né mezzi né strumenti per provare scientificamente che c’è un’evocazione profonda di ricordi reali, ma il fatto che questo strumento viene adottato da più di un secolo da terapeuti anche famosi come S. Freud, C. G. Jung, M. Erickson, F. Granone, etc è la prova che con l’ipnosi regressiva si ottengono ottimi risultati, improbabili usando approcci che non vanno oltre lo stato di coscienza e la sottoscritta non può che confermarlo. Ho notato che per rievocare ricordi di vita non è indispensabile uno stato di ipnosi profonda, spesso una persona sotto ipnosi leggera, in uno stato di coscienza quasi vigile, è in grado di visualizzare ugualmente tali eventi; ma una coscienza troppo vigile senza alcun dubbio ostacola una chiara visione, la coscienza ordinaria tende a mantenere un ruolo dominante ci lega al momento attuale, non si esime dal giudicare il materiale che affiora dall’inconscio, così interrompe il flusso della informazione che possono emergere dal profondo. Tuttavia se si riesce a mantenere un atteggiamento passivo, lasciando che le immagini siano libere di affiorare senza l’interferenza del pensiero critico, allora possono affiorare frammenti di sensazioni, suoni o immagini che non sono in relazione con la vita attuale.
Voglio fare un passo ulteriore, parlando di un argomento che incuriosisce molti, direi praticamente tutti, cioè l’ipnosi regressiva per ritornare a vite passate. Ovviamente non c’è certezza che esista la reincarnazione dell’anima in un altro corpo, è credenza di alcune religioni o persone. In ipnosi regressiva se si chiede al soggetto ipnotizzato di ritornare indietro nel tempo oltre l’ambiente intrauterino, a volte la persona riferisce ambientazioni che non fanno parte della sua vita attuale. Questo fenomeno non può avere una spiegazione univoca ma esistono diverse ipotesi fra cui la più “razionale”, supportata da diversi ipnotisti, spiega che la nostra memoria arcaica, inconscia, è eidetica, totale e registra tutto quello che raggiunge i nostri sensi, tutte le conoscenze e i dati che abbiamo percepito sono dentro di noi, nella massima parte non raggiungibili dalla nostra coscienza, ma a disposizione della nostra creatività inconscia e possono essere elaborati nella creazione immaginifica di un sogno, sia nel sonno, sia in veglia e sia in trance.  Quindi l’esistenza della regressione alle vite passate (o presunte tali) in ipnosi anche se non ammissibile da un punto di vista scientifico, può essere “accettata” se consideriamo che questa prassi, in molti casi è risolutiva e lo scopo di ogni terapia è la risoluzione della problematica. Ci sono diversi ricercatori e studiosi come Raymond A. Moody jr, E. Goldberg, Brian Weiss, che si occupano in maniera sistematica della teoria della reincarnazione; questi hanno condotto delle ricerche accurate andando a verificare se i dati anagrafici di coloro che riferivano di ricordare in maniera particolareggiata una loro vita precedente vissuta collimavano con la realtà, i risultati che hanno ottenuto sono suggestivi e sembrano avvalorare l’ipotesi che la reincarnazione sia una realtà. Secondo loro nella vita passata sono nascoste le cause delle problematiche che si ritrovano nella vita attuale. Altra spiegazione, si può pensare ad una memoria “cosmica” che va oltre le barriere del tempo, dello spazio e delle dimensioni e noi possiamo captarla.. Comunque mi ripeto, il fatto che un’alta percentuale di persone rievochi sotto ipnosi episodi che fanno sospettare l’esistenza di vite passate costituisce un costrutto che non ha ancora una risposta chiara. Da parte mia e dei colleghi che conosco e che adottano con serietà l’ipnosi regressiva, posso dire che abbiamo verificato tramite esperimenti fatti su di noi o attraverso i racconti dei nostri pazienti, quanto realmente i ricordi dimenticati riaffiorino tornando vividi e a volte senza volerlo, qualcuno ha avuto ricordi che non facevano parte della loro odierna vita.
Una cosa certa che riguarda l’ipnosi e l’ipnosi regressiva, è che questi seri strumenti usati in psicoterapia, vengono fin troppo spesso sfruttati per scopi economici da parte di pseudo ipnotisti furbetti che usano l’ipnosi come uno show, per ricavarne guadagno, con improbabili risultati, con la conseguenza di creare false idee e preconcetti sull’argomento. L’ipnosi non è un gioco di prestigio, se usata in modo scorretto può creare danni alla persona su cui la si fa, da un punto di vista tecnico è semplice indurre una persona in stato ipnotico, la difficoltà è guidare in modo corretto il soggetto, per fare questo occorrono anni di studio, pratica ed esperienza.

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